Giuseppe Garibaldi

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Livros Gr tis,http www livrosgratis com br,Milhares de livros gr tis para download. Questo e book stato realizzato anche grazie al sostegno di. Editoria Web design Multimedia,http www e text it,QUESTO E BOOK. TITOLO Poema autobiografico dall autografo Carme alla morte e altri canti. AUTORE Garibaldi Giuseppe,TRADUTTORE,CURATORE Curatulo Giacomo Emilio. DIRITTI D AUTORE no,LICENZA questo testo distribuito con la licenza. specificata al seguente indirizzo Internet,http www liberliber it biblioteca licenze.
TRATTO DA Poema Autobiografico dall autografo Carme alla morte e altri. canti inediti,di Giuseppe Garibaldi,pubblicati da G E Curatolo. Nicola Zanichelli,Bologna 1911,CODICE ISBN informazione non disponibile. 1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL 22 gennaio 2007,INDICE DI AFFIDABILITA 1. 0 affidabilit bassa,1 affidabilit media,2 affidabilit buona. 3 affidabilit ottima,ALLA EDIZIONE ELETTRONICA HANNO CONTRIBUITO.
Paolo Alberti paoloalberti iol it,Catia Righi catia righi tin it. Paolo Oliva paulinduliva yahoo it,PUBBLICATO DA,Claudio Paganelli paganelli mclink it. Informazioni sul progetto Manuzio, Il progetto Manuzio una iniziativa dell associazione culturale Liber Liber. Aperto a chiunque voglia collaborare si pone come scopo la pubblicazione e la. diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico Ulteriori infor. mazioni sono disponibili sul sito Internet http www liberliber it. Aiuta anche tu il progetto Manuzio, Se questo libro elettronico stato di tuo gradimento o se condividi le fina. lit del progetto Manuzio invia una donazione a Liber Liber Il tuo sostegno. ci aiuter a far crescere ulteriormente la nostra biblioteca Qui le istruzioni. http www liberliber it sostieni,Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi.
POEMA AUTOBIOGRAFICO,DALL AUTOGRAFO,Carme alla Morte. E ALTRI CANTI INEDITI,NICOLA ZANICHELLI,Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi. Ivano i due per il lido del molto ondisono mare,Gioia e d vasi al cuore sonando la tinnula cetra. bella ben lavorata con s pravi il giogo d argento, D vane all animo gioia cantando le glorie de forti. Stettero in faccia di lui sbalz su attonito Achille. con nelle mani la cetra dal seggio ov era seduto,OMERO Iliade l 9 vv 182 194.
Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi,Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi. Sulle tue cime di granito io sento,Di libertade l aura e non nel fondo. Corruttor delle Reggie o mia selvaggia,Solitaria Caprera I tuoi cespugli. Sono il mio parco e l imponente masso,Dammi stanza sicura ed inadorna. Ma non infetta da servili I pochi,Abitatori tuoi ruvidi sono.
Come le roccie che ti fan corona,E come quelle alteri ed isdegnosi. Di piegar il ginocchio Il sol concento,S ode della bufera in questo asilo. Ove n schiavo n tiranno alberga,Orrido il tuo sentier ma sulla via. Dell insolente cortigiano il cocchio,Non mi calpesta e l incontaminata. Fronte del fango suo vil non mi spruzza,Io l Infinito qui contemplo1 scevro.
Dalla menzogna ed allor quando l occhio,Mi si profonda nello spazio a Lui. Che il semin di Mondi un santuario,Erger sento nell anima scintilla. Vicinissima al nulla ma pur parte,Di quel tutto supremo Oh s di Dio. S particella dell Eterno sei,Anima del proscritto E lo sarebbe. L anima del tiranno Il sol risplende,Pur sulle colpe del malvagio O forse.
Meglio del cedro del potente il nano,Arbusto cresce del tapino Forse. il Regio Ostello pi colpito e salvo,Lo sdrucito tugurio dal flagello. Tempestoso di Bora Allora un dubbio,Dalla materia sollevato il santo. Di Natura sorriso ed i superni,Dell Eterno decreti e le speranze. Rinnegherei Ma no Sulle superbe,Cervici del Lib no il fulminante.
Tuono ha percosso e gi nelle convalli,Sono i giganti capovolti Il timo. Sorge allor sulla vetta irrad ato,Dagli amplessi di Febo e all Infinita. Mi prostro allor potenza e um le adoro,Qui non passeggia l impennato e ritto. Variodipinto sgherro all imperante,Vile stromento Il menzogner Levita. Come il suo cuor nero vestito il lezzo,Non trasfonde nel puro aer che avvolge.
Questa di quarzo irta scogliera onusta, Per Infinito intendo anche Dio l Universo il Creato. Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi,Non di dovizie indispensabil pasto. All indecente archimandrita e donno,Delle plebi infelici Alli scoscesi. Inseminati suoi dirupi ed ermi,Non approda il polputo i delicati. Non consente calzari il fier macigno,Che copre la deserta e l aspro irsuto.
Spino di seta le dorate giubbe,Non consente e la mensa all appetito. Del Monsignor non adeguata E poi,Ognun qui fugge l impostor la jena. D Italia secolar maledizione,Qui tranq illo il mio pensiero spazia. Tra le vicende del passato e posa,Spesso su campi insanguinati in ambi. Gli emisferi Ove mai tra le superbe,Schiere dominatrici fu macchiata.
Questa mia destra allo schiavo sacrata,Degli oppressi la causa ovunque ardente. Io propugnai e la genia scettrata,Invan nei lacci mi ha sospinto e l anima. Immacolata la final battaglia,Sospira ove decisa sia la sorte. Dell Italia e di tutti ove una volta,Sulla liberticida Idra travolta. Piombi sicura scimitarra e il mondo,Del pestifero suo morbo sia terso.
Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi,IL CORSARO. Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi,Cara memoria di compagni a voi. Mi collega la mente e l Atlantico,Sorvola e cerca invan su quelle sponde. Una pietra che segni ove cadeste,Per l altrui patria liberar e Italia. Salutaste cadendo O mio Rossetti 2,Fratello di sventura all Oce no.
Quando fidammo e libera bandiera,Primi sciogliemmo3 di Marica4 all erta. L occhio correa sull onde e cento prede,In bal a del corsaro5 inosservato. S offrian ricche ed inermi il vil metallo,Meta non fu degna di noi ma il santo. Nome di Libertade e sulla tolda,Del legno Imper al allorch umile. S inginocchi di Mauritania il figlio,Vita chiedendo Oh solleva la fronte.
Infrante son le tue catene il bacio,Ti accolga d un fratello 6 E dolce amplesso. Confondeva il liberto e il generoso,Guerrier della Liguria Or tra le sabbie. Moventi del Brasil posa la salma,Inonorata dell illustre e appena. Italia conscia di tal figlio Un giorno,Forse verr ove l ingrata schiatta. Che i governi presiede alla memoria,Del martirio de prodi a cui fu angusto.
Il mondo accenner Non eran quelli,Itali campi di battaglia vero. Altri eran gli oppressor altri gli oppressi,Altro il vessillo coll oscuro emblema. Igneo dorato del Vesuvio7 e sempre,Alla vittoria prediletto e caro. Ma quando il nato da Marsala all Alpi,L Oceano solca e dall inospitale. Conculcata sua terra8 alla lontana,Chiede asilo Columbia e su quel lido.
Di libertade scende Italia il tuo,Pur caro nome riverito ei trova. Son de tuoi prodi le virginee zolle,Del nuovo Mondo insanguinate e l ossa. Forse insepolte ma se ricca mole,I generosi non alberga e invano. Ricerca il v ator ove caduto, Rossetti Luigi ligure distinto patriota sviscerato morto combattendo vicino a Porto Alegro capitale del Rio. Grande contro gl Imperiali Egli aveva ordinato il governo della Provincia di S Caterina. Fummo veramente i primi a sciogliere la bandiera repubblicana del Rio Grande sull Oceano. Isola di Marica all imboccatura di Rio Ianeiro, Avevo patente di corso per la Repubblica contro l Impero.
Istorico Rossetti baciava i miseri schiavi da noi liberati. Vessillo della Legione Italiana di Montevideo ideato dal mio amico e compagno G B Cuneo. ben duro dover chiamare inospitale l Italia ma pure cos per i proscritti e per i miserabili. Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi,Sia il fratello o l amico alle solinghe. Capanne chieda del deserto o all aureo,Del cittadin palazzo Oh dell Italia. Diran se degni furon figli i forti,Che Libertade propugn r sui lidi. Sorridenti del Plata Ove s inoltri,Del salto alle spumanti cataratte. Udr de suoi tai fatti che le gesta,Uguaglian dei trecento di Leonida 9.
Anzani al fatto di S Antonio disse Ora credo ai trecento ecc L ammiraglio francese l Ain lo paragona ai. fatti della Grande Armata,Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi. SANT ANTONIO,Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi. Dell Uruguay sulle incantate sponde10,Sorge ridente un colle e su quel colle. Di sepolcro una croce Un d nei monti,Della libera Elvezia il prepotente. Temerario s accinse11 e gl insoffrenti,Di giogo montanari all alabarde.
Corser furenti Chi resister puote,Del popolo al terribile cimento. Quando davver voglia cacciar nel nulla,Impostori e tiranni Un monte sorge. Nella pianura di Morat e d ossa,Accatastate di tiranno e servi. Tal sorge o Salto sulla tua corona12,De miei fratelli la memoria Un d essi. Monti l ossa racchiude13 ed ivi posan,Le frammiste di servi Oh per fortuna.
Son delle Reggie le reliquie informi,E del pasciuto nel tugurio Il teschio. Imbianca il sole del potente e il cranio,Dello schiavo Le turgide e polpute. Sembianze del Levita al sozzo verme,Servon di pasto e le sparute e scarne. Guancie dell infelice al suol dannato,Sacre reliquie dei miei prodi Italia. Prostrata ancella dell estraneo e serva,D eunuchi servi per vergogna nati.
De Scip oni sulla terra un raggio,Rivide in ciel della sua gloria antica. Al battagliar de nuovi Fabi14 un cenno,Di gioia rallegr la veneranda. Rugata fronte e sollevolla altiera,Come ne tempi di Marcello allora. Che dominati da Cartago i sette,Colli e di Canne e Trasimeno il truce. Vincitor la premeva alle lontane,Iberiche campagne i suoi guerrieri.
Rimandava superba e i calpestati,Dal numido corsier campi vendeva. Ad altissimo prezzo15 ed alle mura,Bronzo merlate di cittadin petti. Lo straniero sfidava e le stupende,Mostre il fatale vincitor fuggiva. E tu figlio d Alzate16 Anzani un piede,il pi bel fiume ch io m abbia veduto. Carlo il Temerario Duca di Borgogna alla battaglia di Morat morto con quasi tutto l esercito. La citt del Salto veramente coronata di colli, Sopra una collina che domina il Salto si riunirono i cadaveri dei caduti in S Antonio in un solo tumulo e si.
pose una croce di legno collo scritto 8 Feb 1856 da una parte e dall altra Legione Italiana Marina e Cavalleria O. I trecento Fabi di una sola famiglia Romana che pugnarono contro un esercito. Roma assediata da Annibale poneva all asta pubblica il terreno occupato da quello e lo vendeva ad altissimo. prezzo mentre mandava le Legioni in Spagna che defilavano alla vista dell Africano. Poema autobiografico Giuseppe Garibaldi,Sulla polvere e il fuoco nella destra. Ricevevi il protervo che la resa,Voleva importi de fratelli stanchi17. Dalla battaglia decimati e pochi,Rimasti illesi la fatal rovina. Tu risparmiasti colla generosa,Intemerata tua parola In aria. Io voler colle macerie e i monchi,De miei compagni corpi e le codarde.
Salme di voi all oppressor vendute,E allontanossi il gallonato e tronfio. Mercenario e la libera contrada,Tutta festante i coraggiosi accolse. E le pie donne al capezzal dell egro,Curve lambenti l orride di ferro. E di piombo ferite il dolce labbro,Ricettacol d amor non ripugnavan. Posar sul gonfio lacerato fianco,Del libero soldato A noi la vita.
Salvaste o prodi e dall oltraggio vile 18,Ed essa a voi sia consacrata19 Oh l uomo. Che non risente della donna il plauso,Di fango ha il cuore e del gentil affetto. Della bella di Dio impareggiabile,Opera indegno Oh sotto il palpitante. Di donna seno il creator depose,D ogni virtude il seme e santuario. Di generosi sensi la bellezza,E finch Roma alle vestali il sacro.
Fuoco affid dell Or ente i molli,Costumi non fiacc r delle quiriti. Alme la tempra indomita ed il Mondo,Vide robusto di matrona il figlio. Passeggiar vincitor dalle paludi,M otidi all Atlantico e dal Reno. All Eufrate Ma quando la corrotta,D Asia preferse meretrice al casto. Della sua donna amplesso e l indorata,Alla di ferro sua armatura il truce.
Iperboreo soldato a cui la daga,Pesante troppo avea ceduto il donno. Contempl sogghignando impiastricciato,Di lezzosi profumi e di vivande. E di licori dondolante il piede, Alzate in Lombardia paese nativo di Anzani Francesco il migliore soldato Italiano ch io m abbia conosciuto. ed a cui la Legione Italiana in Montevideo doveva la sua organizzazione di ferro. Istorico Servando Gomez avendo intimato ad Anzani di arrendersi coi pochi invalidi con cui era rimasto nel. Salto Anzani rispose colla miccia alla mano e con un piede sulla Santa Barbara di una batteria da noi edificata. Era comune impossessarsi delle donne altrui fra i soldati di Rosas. Le donne del Salto riconoscenti e stupite del valor dei nostri militi si offriron tutte alla custodia dei feriti e. non poco se si considera che la popolazione del Salto composta per la maggior parte di famiglie oriunde Portoghesi. tra cui la donna molto ritirata Mi si disse che alcune succhiarono le ferite dei nostri giovani soldati. Giuseppe Garibaldi POEMA AUTOBIOGRAFICO Carme alla Morte E ALTRI CANTI INEDITI www liberliber it

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